Prevenzione e Riconoscimento
- giorgiamassarutto
- 14 apr 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 9 mag 2025
Con la crescente diffusione dei deepfake e la loro sofisticazione tecnica, è essenziale sviluppare strategie di difesa multilivello che combinino tecnologia, educazione e normative. La lotta contro i deepfake si articola in due grandi filoni:
Prevenzione: impedire la creazione o la diffusione illecita.
Riconoscimento: identificare contenuti falsi attraverso analisi tecniche.

PREVENZIONE: Come ridurre i rischi alla fonte
1. Regolamentazione e leggi
L’Unione Europea, con il Digital Services Act e l’AI Act, impone trasparenza sull’origine dei contenuti generati da AI.
In Italia, i deepfake non autorizzati possono violare articoli del Codice Civile e Penale, tra cui:
Art. 10 c.c. (diritto all'immagine),
Art. 595 c.p. (diffamazione),
Art. 167 GDPR (trattamento illecito dei dati personali).
Alcuni paesi, come la Cina e alcuni stati USA, impongono obblighi di etichettatura dei contenuti sintetici.
2. Watermarking digitale
È una tecnica che inserisce firme digitali invisibili nei contenuti generati artificialmente (es. Content Credentials di Adobe).
Può essere usata per garantire l'autenticità e tracciare la provenienza.
Alcuni modelli di generazione AI recenti includono watermark nativi.
3. Educazione digitale
È fondamentale promuovere nelle scuole e nella società una maggiore alfabetizzazione mediatica:
Saper distinguere fonti affidabili.
Riconoscere segnali visivi sospetti.
Sapere cosa fare se si è vittime.
4. Limitazioni tecniche sull’uso delle AI
Alcune piattaforme vietano l’uso di strumenti AI per creare contenuti ingannevoli (es. TikTok, Meta, YouTube).
Vengono imposti filtri sull’upload di contenuti manipolati.
RICONOSCIMENTO: Come smascherare un deepfake
Il riconoscimento di deepfake è una sfida in continua evoluzione. Le tecniche si dividono in due categorie principali: automatiche (software) e manuali (analisi umana).
A. Tecniche automatiche (basate su AI)
1. Riconoscimento di artefatti visivi
I modelli AI analizzano:
Movimenti oculari anomali (es. occhi che non sbattono).
Incoerenze di luce e ombra.
Errori nei dettagli del volto (occhi sfocati, capelli distorti, denti non naturali).
Morfologia del volto che cambia da frame a frame.
2. Rilevamento audio deepfake
Analisi di:
Micro-pause innaturali.
Frequenze vocali anomale.
Assenza di rumori di fondo o respirazione.
3. Reti neurali addestrate al riconoscimento
Alcuni strumenti e progetti pubblici e privati:
Microsoft Video Authenticator
Sensity AI (ex Deeptrace)
Deepware Scanner
Intel FakeCatcher: analizza microvariazioni nel colore della pelle causate dalla circolazione sanguigna (impossibili da replicare nei deepfake).
4. Blockchain e autenticazione
Nuove soluzioni propongono di legare l’autenticità dei contenuti alla blockchain, registrando ogni modifica a un video o foto e garantendo così immutabilità delle prove digitali.
B. Tecniche manuali: cosa può fare un utente comune
Anche senza strumenti sofisticati, esistono segnali da osservare:
Segnale | Descrizione |
Occhi fissi | I deepfake a volte non sbattono le palpebre correttamente. |
Movimenti rigidi | Le espressioni possono sembrare “robotiche”. |
Voce piatta | Mancanza di emozione o inflessione vocale. |
Incoerenze audio-video | Le labbra non seguono bene le parole. |
Errori nei dettagli | Orecchie asimmetriche, sfondo distorto, gioielli che cambiano forma. |


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